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Vi invito a riflettere sul brano di Marco (2,1-12).
È il racconto della guarigione del paralitico, calato dal tetto da quattro amici.
Alla fine del capitolo precedente Gesù aveva guarito un lebbroso e tutti lo cercavano, ma lui si era ritirato in un luogo solitario (Mc 1,40-45).
Gesù non ha timore a ritagliarsi un tempo congruo per pregare.
E questo dovrebbe essere un esempio anche per noi.
Poi Gesù torna a Cafarnao ed è "in casa", probabilmente quella di Pietro. "Si radunano tante persone" ed egli "annuncia loro la Parola". Quella casa è come le nostre chiese, diventa luogo per ascoltare la Parola di Gesù. Tutti possono andare ad ascoltarlo, infatti ci sono anche scribi e farisei. Gesù accetta davvero tutti, immagine di una Chiesa che accoglie ogni uomo.
Ed ecco che compaiono queste "quattro persone". Non hanno nome, però si sono fatti carico del paralitico. Probabilmente almeno uno di questi lo conosceva e sapeva di Gesù, così ha coinvolto anche gli altri....
di Padre Vitale
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